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Contratto part time PDF Stampa E-mail

 

Il contratto part time e' quel particolare contratto di lavoro con un orario ridotto rispetto a quello normale (giornaliero o settimanale) di quaranta ore stabilito dalla legge vigente.
 
Il rapporto di lavoro part time può essere:

  • orizzontale quando la riduzione di orario è riferita all'orario normale giornaliero (ad esempio: 5 ore invece di 7 ore e trenta minuti);
  • verticale quando l'attività lavorativa si svolge a tempo pieno ma solo in alcuni periodi nel corso della settimana, del mese, dell'anno (ad esempio: alcuni mesi all'anno o tre giorni alla settimana);
  • misto quando si combinano il part-time orizzontale e quello verticale (ad esempio: alcune giornate lavorative a orario ridotto e alcuni periodi a orario normale) 

 
È possibile per legge utilizzare il contratto a tempo parziale in tutti i settori e con tutte le professionalità (qualche esclusione è prevista in alcuni contratti di categoria). 
 
Recentemente con la vigente normativa si è estesa la possibilità di ricorrere al part-time nel settore agricolo, nei rapporti di lavoro a tempo determinato, nei contratti a contenuto formativo, quali l'apprendistato e l'inserimento - purché l'articolazione dell'orario non sia di ostacolo alle finalità formative medesime.

La nuova normativa del lavoro a tempo parziale non si applica al personale delle Pubblica Amministrazione.

II contratto di lavoro part-time deve avere forma scritta e indicare l'articolazione dell'orario (nel part-time verticale anche i giorni) di lavoro. 
Se manca l'atto scritto, il rapporto di lavoro non si annulla, si determina però la seguente situazione:

  • il lavoratore può richiedere il riconoscimento di un contratto a tempo pieno a partire dalla data dell'accertamento di quest'ultimo da parte del giudice;
  • se nel contratto scritto sono omessi l'orario, e eventualmente i giorni di lavoro, su richiesta del lavoratore, il giudice può determinare la collocazione temporale della prestazione, valutando le responsabilità familiari e la necessità di tempo per integrare il reddito attraverso un'altra attività lavorativa;
  • fino al momento della sentenza del giudice, il lavoratore ha diritto in aggiunta alla retribuzione a un apposito emolumento per il risarcimento del danno.

 
È bene ricordare che se si intende far valere il diritto di precedenza alla trasformazione del proprio contratto da part-time a tempo pieno - qualora l'impresa dovesse assumere nuovo personale fui! time - tale diritto deve essere chiaramente indicato nel contratto individuale.
 
Il contratto part-time, oltre a tutti gli elementi previsti dalla legge per i contratti di lavoro (vedi Assunzioni), deve fornire le seguenti indicazioni:

  1. la durata della prestazione;
  2. la distribuzione dell'orario di lavoro in riferimento al giorno, al mese, alla settimana, all'anno.
Caratteristica peculiare del contratto part-time sono le cd. clausole flessibili, che consentono al datore di lavoro il potere di modificare la collocazione temporale della prestazione lavorativa, ossia di spostare la prestazione di lavoro del proprio dipendente in giorni e orari diversi da quelli originariamente pattuiti. 
 
Le clausole flessibili sono ammesse anche nei rapporti di lavoro a tempo determinato.
 
Tali clausole devono essere formalizzate con un specifico patto scritto al momento dell'assunzione, della trasformazione del contratto, o anche successivamente.
Se al lavoratore viene richiesto di sottoscrivere questo tipo di clausole contrattuali può richiedere l'assistenza di un delegato sindacale da lui steso scelto.
 
Va ricordato che dalla vigente normativa è stato cancellato il diritto al ripensamento, cioè il diritto, dopo almeno sei mesi per motivate ragioni, di tornare a svolgere la prestazione secondo quanto inizialmente previsto: quindi è bene essere consapevoli che una volta sottoscritta la clausola non è possibile rifiutare lo spostamento dei giorni di lavoro.
 
  L'eventuale rifiuto del lavoratore a dare la disponibilità a variazioni temporali non può essere un giustificato motivo di licenziamento (art. 46,comma 9, D.lgs.66/03), tuttavia la legge non esclude più (come invece faceva la precedente normativa) l'ipotesi di infrazione disciplinare.
 
La legge in vigore assegna alla contrattazione collettiva (nazionale, territoriale, aziendale) il compito di fissare le modalità e le condizioni in relazione alle quali il datore di lavoro può chiedere l'applicazione di clausole flessibili (e le relative maggiorazioni ).
Tuttavia qualora un contratto collettivo di categoria - per libera scelta delle organizzazioni firmatarie - non disciplinasse la materia, la legge consente al lavoratore e al datore di lavoro di concordare direttamente delle clausole di flessibilità temporale della prestazione. La richiesta del datore di lavoro di spostare i giorni o l'orario di lavoro (nei limiti previsti dalla clausola sottoscritta) deve esser comunicata al lavoratore con almeno due giorni di preavviso (a meno che non ci sia una diversa previsione nel contratto collettivo) - inoltre il lavoratore ha diritto a specifiche compensazioni (maggiorazioni economiche) che devono essere fissate dai contratti collettivi.
 


 

 

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